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1989 “Chiesa del
Monte” (CZ): vetrate mq 20
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Prima vetrata vi è raffigurata la TRINITA': La mano
creatrice del Padre, lo Spirito simboleggiato dalla colomba. la croce su cui è stato crocifisso il Figlio
posta su un colle fiorito simbolo della resurrezione. La seconda vetrata illustra la CHIESA: una vite stende i tralci
carichi di sette grappoli d’uva simboleggiano Cristo e i Sacramenti istituiti
da Lui. Dodici colombe tendono il volo verso il sole-Dio, alludono agli Apostoli e alla loro Missione. Il tema della terza vetrata tratta le Alleanze: antica e nuova. Le tavole della legge nel roveto
ardente di Mosè e la tovaglia con il pane e il vino segni dell’Eucarestia.
- IMMACOLATA
La vetrata che va sulla
finestra situata sull’altare maggiore, tratta della Trinità: la mano del Padre
invia al mondo, tramite lo Spirito Santo, il Figlio suo che s’immola sulla
croce per la salvezza dell’umanità. Lo
simboleggia la croce bianca macchiata del sangue dell’agnello. Da essa emanano altre croci
che rappresentano il completamento alle sofferenze di Cristo, secondo il
concetto di S. Paolo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e
completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo” (Col. 1,24). Le croci poggiano sulla terra ricoperta di
fiori simbolo della rinascita e della resurrezione. Di fronte, sulla porta
d’ingresso, il tema dell’Immacolata: Un’unica immensa radice,
quella dell’umanità, dalla quale si dividono due alberi contrapposti. Uno, secco, avvinghiato da un serpente
viola, colore che simboleggia il male, raffigura la tentazione e la caduta dei
progenitori. Non ci sono frutti, è un
albero anomalo: “Spine e cardi produrrà per te” (Gen 3,18). L’altro albero, rigoglioso,
carico di frutti, è il germoglio della radice di Jesse, prima promessa di
redenzione (Is. 11). Ma, fra la caduta e il
ritorno alla grazia c’è voluto il “sì” di una Donna, Maria, quì simboleggiata
dalla grande M e dalla luna... “E poi apparve nel cielo un gran prodigio: una
donna vestita di sole, che aveva la luna sotto i piedi ...” (Ap. 12,1).
La terra da cui spunta la
radice di Jesse è verde e coperta di fiori; dove invece striscia il serpente
c’è deserto brullo. Nella vetrata laterale
destra la Chiesa è rappresentata da una grande vite che stende i suoi tralci su
tutta la composizione e dai quali pendono sette grappoli. Simboleggiano Gesù Cristo “Io sono la vera
vite” (Gv 15,1) e i sacramenti istituiti da lui per santificarci. Tra grappoli e tralci
volteggiano, in coppia, dodici colombe.
Tendono il loro volo verso il sole-Dio: “ ... chiamò a se i dodici e
cominciò a mandarli a due a due ...” (Mc 6,7).
E' chiara la simbologia della “Missione” dei dodici Apostoli inviati da
Gesù in tutto il mondo. Il quarto tema, nella
vetrata laterale sinistra, tratta dell’Alleanza. Le tavole della legge immerse nel fuoco del roveto ardente,
rappresentano l’antica Alleanza. La
tovaglia sulla quale sono posati il pane e il vino, la realtà del sacrificio di
Cristo e segno della nuova Alleanza.
Roma, settembre 1988 relazione
completa (pdf 111 kb)
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1990
Cimitero di
Gallese (VT), cappella Palmieri: mq 15
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1990 Chiesa
“Sacra Famiglia” (FR): vetrate “Dalles” mq 10
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1991 Chiesa S.
Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS), 60 mq di vetrate “Dalles”
link
http://www.parrocchiasantalucia.com/nuova_pagina_3.htm
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1992
Chiesa
dello Spirito Santo di Foggia, 40 mq di vetrate “Dalles”
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1993 Chiesa di
S. Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS): mosaico absidale, 120 mq.
link
http://www.parrocchiasantalucia.com/la_galleria_fotografica.htm
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1993 Chiesa di
S. Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS) - cappella del
Sacramento: mosaico parietale, vetrate, tabernacolo bronzeo, altare monolito e
lampada.
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Relazione
breve
Una tovaglia a forma di
croce con la scritta: “Fate questo in memoria di me". Al centro della
composizione, eseguita in scultura bronzea, campeggia il tabernacolo in forma
di pane sul quale sono scolpiti i simboli primari dell’Eucaristia: un grappolo
d’uva ed una spiga di grano. Alla destra del tabernacolo i cinque pani e i due
pesci della moltiplicazione, splendida prefigurazione dell’eucaristia. All’atro
lato il calice e le idrie con
l’acqua trasformata in vino alle nozze di Cana. Il tavolo è imbandito sul prato in fiore, sotto un cielo
stellato: simboli e realtà del valore cosmico della presenza di Dio in mezzo al
suo popolo. L’altare in poggia su un masso erratico, monolitico, su cui sono
dipinti i due astri maggiori e il
“SEGNO” immagine di Dio nel momento della creazione del sole e della luna. Nella stessa cappella il candelabro per la lampada, assemblato
anch’esso con sassi levigati dal fiume e dipinto con il segno dell’orante, un sole immagine di Cristo-luce e una
fila di orme in cammino verso la luce.
Roma, Festa di tutti i Santi
1991 relazione
completa (pdf 1.346 kb)
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1994 Chiesa di
S. Giuseppe in S. Egidio alla Vibrata (TE): cappella del Sacramento: mosaico
dell’absidina, 70 mq
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1995 Chiesa di
S. Giuseppe in S. Egidio alla Vibrata (TE): mosaico absidale, 130
mq
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1995 Chiesa di
S. Antonio in Frosinone: vetrata Dalles della parete principale,
60mq
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Relazione breve
L’impianto figurativo di questa opera è
caratterizzata dalla divisione in semicerchi nei quali campeggia il verde del
grande albero fiorito.
In alto lo Spirito Santo datore di ogni grazia
Il Santo
in atteggiamento di ascolto, mostra la scritta "Gloriosa Domina" .
I fiori che lo circondano simboleggiano le
copiose grazie da lui concesse. Le colombe evocano le anime che vanno verso lo
Spirito. Le mani protese personificano i fedeli che lo
implorano. Il calice in tre
posizioni: eretta la prima e inclinati
gli altri due ci ricordano il miracolo
del calice di vetro che cade e non si rompe.
Una grande ostia con
il monogramma JHS e sotto una mula con
una gamba genuflessa, ci ricorda
quest’altro miracolo.
I tre pani, il calice, l'ostia ci rimandano all'eucarestia, ma anche al pane di S.
Antonio. Una iena e il lamia (animale mitologico) di
colore violaceo, simboleggiano l’eresia e il male. I pesci di vario colore dimensione e razze, ci
ricordano la Sua stupefacente predica.
relazione
completa (pdf 108 kb)
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1995
Chiesa
Madonna della Neve in Crispiano (TA): vetrate Dalles, 30mq
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Relazione
breve
Le immagini di ciascuna vetrata
hanno come fulcro una invocazione litanica. Guardandole in sequenza tento una
spiegazione.
Porta del cielo Tra le piante
verdeggianti, l'albero del bene e del male è spoglio e un serpente lo avvolge
completamente. Contro questa situazione di rovina sta la promessa della
salvezza. In basso, la porta
socchiusa simboleggia Maria. La tunica bianca immersa nelle acque evoca il
battesimo.
2- Arca dell'Alleanza Le tavole della legge erano contenute
nell’arca biblica. La nave con il
monogramma “M” sulla vela, simboleggia Maria che ha racchiuso in se, come in
un'arca, la legge di Dio e ha dato
Cristo, raffigurato dal pesce, all’umanità.
3 Stella del Mattino Sospesa
tra il cielo e la terra una costellazione australe: la Croce del Sud sorge
all'orizzonte La ricca vegetazione, i fiori lussureggianti suggeriscono la
creazione d’all'alto del quale plana una grande colomba poetica allusione alla Vergine Maria.
4- Madre di Cristo madre della Chiesa L’antica culla inscritta in una candida
cellula allude poeticamente al grembo materno di Maria nel quale Cristo si è
fatto uomo, qui espresso dal lungo
tralcio ricurvo da cui pendono sette turgidi grappoli in evidente riferimento
ai Sacramenti.
5- Tempio dello Spirito Santo Al centro una tenda, luogo privilegiato
della presenza di Cristo, tenda di Dio con gli uomini. Maria è il luogo privilegiato della
promessa di Cristo. Dall’alto la colomba-Spirito volteggia nel disco solare e
proietta sulla tenda le sette fiamme
dei Suoi doni.
6- Madre del Salvatore I simboli
dell'Eucarestia appaiono sullo sfondo della grande stella bianca significante Maria
madre di Cristo Salvatore. Le idrie delle nozze sono riprese nel
momento in cui avviene il miracolo dell’acqua cambiata nell'ottimo vino del
miracolo compiuto per l'intercessione di Maria.
7- Regina dei Martiri La grande Croce sulla quale spiccano i
segni rosseggianti delle cinque piaghe di Cristo. Dietro la Croce una stella
dal cui centro fioriscono tre palme: alludono a Maria regina dei Martiri. In
basso, il tema della passione ripreso
dai dadi.
8- Regina
della Pace Nel cielo policromo si staglia una
stella attraversata da un ramo d'ulivo sui quali volteggiano lievi colombe di
colori diversi e alludono ai cinque continenti. La vetrata che appare sulla facciata
della chiesa raffigura la donna dell'apocalisse: "...vestita di sole, con
la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Ap 12,1).
Roma, 2 Agosto 1987, Festa del Perdono di
Assisi relazione
completa (pdf 1.065 kb)
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1997 Convento dei PP. Cappuccini in S.
Giovanni in Fiore: mosaico e vetrate per la sala
multifunzionale
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1997 Cappella
delle Suore Missionarie Cappuccine in Poggio Bustone (RI): mosaico (30 mq) e
vetrate Dalles (15 mq)
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Relazione
breve
La mano dell'Eterno Padre, con liberissimo
ed arcano disegno di sapienza e bontà,
creò l'universo, decise di elevare gli
uomini alla partecipazione della sua
vita divina, e caduti in Adamo non li
abbandonò, ma sempre prestò loro gli
aiuti per salvarsi, in considerazione
di Cristo Redentore, "il quale
è l'immagine dell'invisibile Dio, generato
prima di ogni creatura" (Col.
1, 15).
L'intera composizione è dominata
da un grande Crocefisso. La Croce è
stata approntata su un albero d'ulivo,
simbolo di pace; Cristo è morto ma abbraccia
tutti. "Quando sarò levato in alto
da terra, tutti attirerò a me"
(Gv. 12, 32), "Cristo, nostro agnello
pasquale, è stato immolato (1 Cor. 5,
7): ogni volta che il sacrificio della
Croce, viene celebrato sull'altare,
si attua l'opera della nostra redenzione.
Il Cristo viene rappresentato
in uno stato di abbandono. Nel quadro
centrale possiamo vedere altri due momenti
importanti: l'accettazione della volontà
del Padre e la resurrezione.
Le piante d' ulivo ci rimandano
all'orto degli ulivi; Gesù è inginocchiato
e dal calice esce sangue. L'altro momento
facilmente riconoscibile è il grande
sole rosso su cui si sovrappone la luna:
un'eclisse. "Venuto mezzogiorno,
si fece buio su tutta la terra, fino
alle tre del pomeriggio" (Mc 15,
33). Però quello che più risalta è una
figura bianca, piena di luce : Cristo
che risorge.
Sia la figura-segno in bianco
che quella in rosso sono schematiche
e richiamano alla mente l'Orante delle
catacombe. Tale segno si trova anche
nei graffiti della preistoria e pertanto
diventa "archetipo".
Il tutto è sovrapposto a una grande
Croce chiara che unifica tre momenti
fondamentali: offerta ed accettazione
di Gesù (Getsemani), momento d' avvenuto
sacrificio (crocifissione) ; il terzo
momento è il trionfo (Cristo è veramente
risorto).
Alla sinistra di tutto, la mano del
Padre sfiora la mano del figlio e toccandola
crea, invia ed attrae tutto a sé.
Nella parte destra in forma di colomba,
lo Spirito, avvolto in una fiamma che
santifica i nostri doni perché
diventino il corpo e il sangue
di Gesù Cristo (cf Preghiera eucaristica).
Nella parte inferiore della
composizione: su una tovaglia bianca
distesa per terra, la figura di un pane,
che verrà eseguita in bronzo a cera
persa e sarà il tabernacolo. Tale pane
è attraversato da una vite che è Cristo,
dai cui rami pendono sette grappoli
: i Sacramenti.
In sintesi vediamo raffigurato: la
mano del Padre che crea ed invia, il
Cristo che si immola ed ha a lato il
momento dell'accettazione della volontà
del Padre e la sua risurrezione e infine
alla destra lo Spirito che vivifica
e rende attuabile il testamento d'amore
lasciatoci da Cristo mediante il suo
corpo e il suo sangue.
Il tutto verrà eseguito personalmente
e direttamente in parete con marmi e
smalti policromi.
Altre quattro composizioni concludono
la decorazione della cappella: due grandi
vetrate corrispondenti alle finestre
della cappella.
In una è raffigurata una grande croce
sulla quale appaiono le cinque piaghe
di Cristo. C'è poi una piaga fuori della
Croce ed è bianca e vuol rappresentare
Maria. Sono, appunto, le sei lettere
che S. Felice da Cantalice professava
di conoscere.
Nell'altra finestra, appare un patibolo
dal quale pende un gancio. Sta a ricordarci
il patibolo al quale venne appeso S.
Giuseppe da Leonessa. Ci dice la storia
che fu appeso ad un gancio e sotto vi
era un fuoco.
All'ingresso della cappella, sulla
porta, nella vetratina, verrà scritto
il motto "Pace e Bene" inserito
nel Tau e sull'ingresso, che darà nella
piccola casa, sarà posto lo stemma francescano.
Il tutto sarà realizzato con pregiati
vetri policromi chiamati "dalles",
di fabbricazione artigianale.
Roma 25 Aprile
1997 Festa di S. Marco Evangelista
relazione
completa (pdf 2335 kb)
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1998 Parrocchia Maria Stella del Mare in Tortora (CS): pala d’altare (15 mq) in
mosaico, tabernacolo, lampada
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Relazione
breve Una grande tovaglia
bianca, quasi una tavola imbandita,
che ci suggerisce subito la mensa eucaristica. Vi
troneggia al centro una scultura bronzea,
a forma di pane, entro cui "…sarà
riposto il Corpo di Cristo …sicché i
fedeli non cessino di onorare il
Signore." (EM) Sulla tovaglia
spighe di grano e grappoli d'uva, quali
elementi primari del pane e del vino,
sono chiari simboli eucaristici. La
vite affonda le sue radici in un lembo
di terra fiorita e i suoi tralci si
estendono sulla mensa e si protendono
in alto verso il cielo trapunto di stelle,
alludendo così al pane del cielo necessario
agli uomini della terra. Il tralcio,
in mosaico, si inserisce nella scultura
bronzea: ciò vuol esprimere e rendere
visibile la fusione che si realizza
tra il pane e il vino, Corpo e
Sangue di Cristo nell'Eucarestia. I
sette grappoli d'uva simboleggiano i
sacramenti dai quali prende vigore tutta
la vita di comunione della Chiesa. Gesù
ha detto "Io sono la vite, voi
i tralci. Chi rimane in me e io in lui,
fa molto frutto, perché senza di me
non potete far nulla( Gv.15,5)". Le
rose sulla tovaglia sono efficace elemento
di decorazione. La parte musiva dell'opera,
eseguita direttamente in parete, con
marmi policromi e smalti di Venezia. La
scultura del tabernacolo realizzata
in bronzo con fusione a cera persa e
incastonata sulla parete musiva. Roma,
15 novembre '97
relazione
completa (pdf 1.542 kb)
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1998 Parrocchia Maria Stella del Mare in Tortora (CS): vetrate Dalles
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Relazione
breve Sulla prima vetrata,
dall'alto, la mano del Padre creatore
invia lo Spirito da cui il Figlio crocefisso.
Essenziale simbologia trinitaria, seguita
dalla resurrezione apportatrice di gioia
ed espressa dal segno dell'orante bianco
racchiuso nella mandorla, è simbolo
della divinità. Il volo di due colombe,
l'ulivo e la parola Pax esprimono
il concetto universale della pace.
La seconda vetrata è dedicata
a Maria.. Il paradiso terrestre,
l'albero del bene e del male. Sotto
l'annunciazione. L'angelo di colore
giallo, sovrasta Maria, di colore bianco.
Un giglio con tre boccioli alludono
alla Trinità La donna dell'Apocalisse,
vestita di sole con la luna sotto i
piedi e le stelle che le fanno corona.
Simboleggiano Maria Assunta in cielo.
Nell'ultimo riquadro una tenda
simboleggia la chiesa che ha come protettrice
e madre la Madonna Assunta in cielo.
Roma, 10 gennaio 1999 Battesimo
del Signore
relazione
completa (pdf 374 kb)
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1998 Cappella
SS. Sacramento in Molochio (RC): mosaico (30mq)
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Relazione
breve Tre gli elementi
visibili ad un primo sguardo: una grande
mano, una colomba ed una croce. In
alto la mano del Padre, che invia lo
spirito avvolto in un nimbo di fuoco:
"Padre veramente santo, fonte di
ogni santità, santifica questi doni
con l'effusione del tuo Spirito, perché
diventino per noi il corpo e il sangue
di Gesù Cristo nostro Signore"
(dalla Liturgia). Tutta la composizione
è attraversata dalla croce che ci ricorda
la passione di Cristo insita nell'Eucarestia.
"Ogni volta che mangiamo di questo
pane e beviamo a questo calice annunziamo
la tua morte, Signore, nell'attesa della
tua venuta (dalla Liturgia, acclamazione
del popolo). Nella cornice una ghirlanda
di fiori variopinti e turgide
spighe, che ci ricordano un elemento
primario dell'Eucarestia. Due viti,
che ricoprono tutto l'arco, saranno
cariche di sette grappoli d'uva a simboleggiare
i sacramenti. Infine una grande
stella luminosa ingloba il tabernacolo.
Roma
5 aprile 1998 Domenica delle Palme
relazione
completa (pdf 519kb)
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1998 Parrocchia S. Giuseppe in Taurianova (RC): mosaico altare e
scultura
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Relazione
breve Guardando l'altare
ho posto a destra un covone di grano,
elemento primario del pane. Il covone,
in bronzo avvinghiato alla colonnina
in marmo si fondono e si esaltano reciprocamente.
Sulla colonnina di sinistra ho fatto
abbarbicare una vite in bronzo. La vite
è in altorilievo con grappoli
e uccelli in tutto tondo. I chicchi
dei grappoli, in ottone, innestati
gli uni agli altri. L'altorilievo prosegue
idealmente prolungando la vite con altri
grappoli e uccelli per ancora m. 1,20.
Si intreccia con un ulivo il quale poggia
le sue radici sulla mensa innalzandosi
anche lui al pari della vite. Quasi
alla sua sommità si biforca in due rami
ai quali è inchiodato il Cristo. Alcune
linee di lettura: i grappoli d'uva sono
le grazie che Cristo, vera vite, trasmette
a noi se a Lui rimaniamo uniti. Gli
uccelli, vicini ai grappoli, alludono
ai fedeli che da essi prendono nutrimento
attingendo alla grazia. Nelle tradizioni
ebraiche e cristiane l'ulivo è simbolo
della pace: la colomba portò a Noè,
alla fine del diluvio, un ramo di ulivo.
Anche la croce di Cristo, secondo una
antica leggenda, era stata ricavata
da un ulivo dell'orto degli ulivi. E'
ancora dall'ulivo che si raccolgono
le olive dalle quali si estrae l'olio
che alimenterà la luce, che simboleggia
Cristo. L'elemento nuovissimo, nella
mia scultura, è dato dai due candelieri
inseriti tra i rami dell'ulivo,
quindi la luce viene fuori dai
suoi due rami. Perciò l'ulivo è portatore
e fattore di luce. Dobbiamo analizzare
ancora un elemento architettonico: il
paliotto, che ho decorato con mosaico.
Ho voluto rappresentare un lembo
di terra e uno di cielo con i colori
verde e azzurro entro i quali ho teso
una tovaglia contenente un pane e un
calice traboccante vino: cioè mentre
nelle sculture ho posto gli elementi
base, nel mosaico ho evidenziato i frutti
di questi elementi. Nella parte retrostante
del pannello ho raffigurato il pesce-acrostico,
entro cui è scritto parola
formata dalle iniziali delle parole
'ictis', cioè "Gesù Cristo Salvatore
figlio di Dio".
Il
Mosaico è stato eseguito direttamente
sul paliotto con "tessere"
di marmo pregiato e smalti di Venezia.
L'opera scultorea invece è in bronzo
con fusione a cera persa.
Roma novembre 1998 relazione
completa (pdf 1.059kb)
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1999 Chiesa
Parrocchiale dell’Immacolata e S. Michele in Botricello (CZ): decorazione
dell’Arco trionfale
Relazione
breve
Nel catino
dell’abside, la Vergine dell’Apocalisse e S. Michele che combatte e vince il
drago dalle sette teste, collega, nell’arco di trionfo la Madonna Assunta in
cielo. Nel mosaico il dramma del peccato originale e nell’arco l’annuncio della
nascita del Redentore, tanto per citarne alcuni. Nell’opera appare il
dispiegarsi di una storia, quella della salvezza, scandita dai costanti
riferimenti mariani che vanno dall’incontro con l’angelo dell’annuncio, alla
sua presenza nella pentecoste; dalla Vergine Assunta in cielo, alla “donna
dell’Apocalisse”.
Possiamo dire che la “STORIA” è narrata nei tratti più salienti, sia nel mosaico
absidale che in quello dell'arco, ma, quest'ultimo, come gli antichi archi di
trionfo, vuole essere soprattutto la celebrazione della gloria di Cristo e
della Madre.
Ma torniamo al
progetto. Il segno fondamentale di
cui mi sono servito per tutto l'arco di trionfo è quello schematico dell’orante.
L’orante vuol significare in primo luogo
la preghiera che è lode e ringraziamento e lo troviamo nelle catacombe e nelle
grotte preistoriche. Questo, ricorrente già ai primordi della storia e agli
inizi del Cristianesimo, è in certo qual senso la radice, la testimonianza
autentica; è un archetipo e, dopo
Cristo, Maria è l’archetipo più alto di Preghiera e quindi di orante.
Il Segno
dell’orante sintetizza e riassume in sé tutto ciò che è lode e preghiera e
diventa perciò un archetipo dell’umanità.
All’apice dell’arco la discesa dello Spirito
Santo: La mano del Padre invia lo Spirito in forma di colomba avvolta in un
nimbo di fuoco che si moltiplica in guizzanti fiammelle posatesi sul capo della
Vergine (segno sempre bianco vestito) e sui dodici Apostoli: “apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono
su ciascuno di loro…” (At 2,3).
Gli Apostoli li
ho disposti a gruppi di tre e non a caso ma volutamente per citare la
disposizione che Leonardo fece degli apostoli nella sua celeberrima cena.
Sotto questa
scena, che comprende tutta la sommità dell'arco, a sinistra, Gesù nell'orto del
Getsemani.
L’archetipo è con la tunica rossa, simbolo
del martirio e dell’amore. Evidente il calice della passione, l’angelo lo
consola “Gli apparve allora un angelo dal
cielo a confortarlo” (Lc 22,43).
A fronte,
l’angelo Gabriele porge il giglio a Maria, leggiadra immagine di verginità, le
fa il grande, stupefacente annuncio, e Maria pronuncia il suo “Fiat”.
La celebrazione della gloria: a sinistra il
Cristo risorto nell’ovale radioso della mandorla, simbolo della divinità. Ai
piedi di Gesù la tomba vuota. A destra Maria nella gloria della sua assunzione
al cielo, con la luna sotto i suoi piedi (chiaro riferimento alla donna
dell’Apocalisse del mosaico absidale) e le dodici stelle fantasticamente
orbitandole attorno.
La tecnica di esecuzione è la stessa: mosaico
policromo, direttamente su parete con marmi e smalti di Murano.
Roma, 12 marzo
1999 relazione
completa (pdf 466kb)
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1999 Cappella
S. Damiano nel Collegio Internazionale S. Lorenzo da Brindisi dei PP. Cappuccini
(RM): affresco – graffito (15 mq)
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Relazione
breve Tutta la
composizione è attraversata da una croce che separa ed evidenzia i temi
costitutivi dell’intero progetto: l’Eucarestia.
Il centro nodale
e più propriamente eucaristico è il nuovissimo tabernacolo eseguito in bronzo
con fusione a cera persa. E’ raffigurato da una colomba, tradizionale simbolo
dello Spirito Santo, che libratasi in volo, cinge con le ali il pane e vi
poggia il becco quasi a baciarlo. Il
tabernacolo è adagiato su una tovaglia bianca intersecata da un’altra con sopra
due pesci arrostiti e cinque pani del miracolo della moltiplicazione. Più
sotto, a sinistra il mare di Galilea, ricco di pesci, allude alla pesca
miracolosa e alla promessa che Gesù fa a coloro che chiama al suo seguito: “ Seguitemi, vi farò diventare pescatori di
uomini’” ( Mc 1,17 ).
A destra, l’orto
degli ulivi e l’archetipo SEGNO dell’orante, figura di Cristo, prostrato, a
braccia protese verso il calice traboccante sangue. Sopra, da una nube si
profila la mano del Padre in un gesto di infinito amore. A sinistra in alto un
sole rosso in eclissi nel cui centro si staglia la bianca luminosa figura di Cristo risorto
L'opera è stata eseguita in affresco-graffito con
impasti policromi di cemento.
Roma 22 Novembre 1999 Festa di Cristo Re relazione
completa (pdf 2.466 kb)
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1999 S.
Giovanni in Fiore:Battistero (scultura con massi erratici) mosaico (15 mq)
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2001 Parrocchia Regina Pacis Ostia (Roma): vetrate “Dalles”
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2001 Cappella
Cimitero Taurianova (RC): mosaico

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2002 Casa dei poveri (CS) .Annunciazione Terracotta ( h. m.7x4,50 = mq.
31,5 )
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2002 Casa dei
poveri (CS) .Vetrate (mq.30)
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