www.rapone.it > Grandi Opere > 001

 

          1979 Decorazione musiva di una cappella al cimitero di Marta (VT)

 relazione completa (pdf 166 kb)   

 



 

 .
 


 1980
Nicchia - mosaico a Frosinone (FR)
Graffito-affresco in una villa veneta


1981

  Graffito-affresco nel Santuario della Madonna di Pompei in Botricello (CZ)
(50 mq)
 


Relazione breve

  In alto, a sinistra,  cielo, la luna e le stelle. A destra i cieli con le costellazioni dei pesci, della colomba,  del cigno, della spiga, dell’acquario.
  In basso, a destra, gli abissi con varie specie di esseri viventi: il polipo, la medusa il cavalluccio e la stella marina, e altri tipi di pesci.

  A sinistra la terra con vegetazione mediterranea
  Tutta la decorazione è scandita da dodici stelle e dalla falce di luna. Al centro di ogni stella è simboleggiato un attributo di Maria.
  In alto, al centro,
“Madre di Cristo” .
  In basso “
Regina della Pace” espressa dalla colomba col ramoscello d’ulivo nel becco.
  
“Madre della Chiesa” e ho quì
  stilizzato la cupola Michelangiolesca.
  
“ Madre castissima” con il candido giglio
  
“Rosa mistica” con il fiore che la simboleggia
  
“Tempio dello Spirito Santo” con la tenda, simbolo del luogo privilegiato della presenza di Dio
  
“Arca della Alleanza” Lo scrigno in cui veniva custodito ciò che congiungeva  strettamente a Dio il popolo d’Israele. Su Maria si posa la luce dall’alto: “la potenza dell’Altissimo ti adombrerà” (Lc.1,35).  Il candelabro con sette braccia indica la Sua pienezza dello Spirito Santo e dei suoi sette doni.
  
“Casa d’oro”. Maria, unica fra tutto ciò che Dio ha creato, brillante di interiore luce, “vestita di sole”.
 
  
“Stella del mattino. Quando la “Luce del mondo”, il Cristo, si avvicinò,  la notte si  diradò e apparve, in tutto il suo dolcissimo splendore, la “Stella del mattino”.
  
“Porta del cielo”. La porta del Paradiso, rimasta chiusa dopo il peccato originale, si riapre con il SI di Maria.
  
“Regina delle Vergini”, simboleggiata dalle cinque lampade delle evangeliche cinque vergini prudenti.
  
“Regina dei martiri” col simbolo delle tre palme. Il martirio della Madonna sotto la croce è compartecipazione al martirio del Figlio.
  All’interno di questo circolo stellare e più d’appresso alla Madonna,
  la corona della terra: un serto di primule, il fiore della primavera per eccellenza, perciò del destarsi della natura (Resurrezione), dell’offerta d’amore alla Madre del Cielo.

     L’opera è stata eseguita in affresco-graffito.
                                                                                                
Roma, 3 novembre 1981
 
     

relazione completa (pdf 2.330 Kb)


 1981 
Decorazione musiva dell’abside della chiesa parrocchiale “ S. Famiglia” in Frosinone :
80 mq tra mosaico, vetrate e sculture in una unica composizione artistica
 

 Relazione breve

  
Dall’alto, nel  rosoncino in vetrata, lo Spirito Santo a forma di colomba, circoscritto con un triangolo simbolo della Trinità.

   Il Padre, manda tramite lo Spirito, il Figlio che s’incarna e viene appeso alla croce. La croce  tridimensionale emana, quasi prolungamento di se, una tavola imbandita  con  pani, pesci e calici di vino.

   Al centro, in primo piano, il tabernacolo, scultura bronzea a forma di pane.

  Inserite nella composizione musiva le vetrate alla finestre:
  
Nella vetrata a sinistra, nel primo pannello in alto, il  sacrificio di Melchisedek, figura dell’eucarestia secondo la tradizione patristica.
  Nel secondo pannello:
  la tenda,  le tavole della legge, il candelabro. 
  
Il terzo pannello: una porta con gli stipiti e l’architrave spruzzati del sangue dell’agnello come “segno” di riconoscimento per figli d’Israele.             

               

   Nel quarto pannello, il pane e l’acqua che Dio manda dal cielo ad Elia affinchè continui il suo cammino attraverso il deserto.
   
I pannelli della vetrata a destra evidenziano i simboli eucaristici:

   Un tralcio di vite con grappoli d’uva: "Io sono la vera vite" (Gv 15,1-8) Le spighe, elemento primo del pane.

   Le idrie per il vino completano il concetto della comunione: “Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue” (Lc 22, 19-20).

   Infine, nel pannello in fondo, l’alfa e l’omega: “Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio!" (Ap 1.8). Cristo che unisce in se l’Antico e il Nuovo Testamento.
   I simboli espressi al centro della decorazione sono avvolti da una gran fiamma proiettata da un’immensa mandorla (o disegno ovoidale). Simboleggiano la perfezione della Trinità, il fuoco del suo amore che si riversa sull’universo creato.

 

  Roma 1980 

 

 relazione completa (1.291 Kb pdf)


 1982
Decorazione della cappella “Casa della Carità” Villa Condoleo in Scandale (CZ): 60 mq di mosaico absidale; tabernacolo eseguito con tecnica mista (mosaico, vetrata, scultura); altare e seggio. 
 

 relazione completa (pdf 1.279  kb)


 1983-84
A Botricello (CZ), nella chiesa parrocchiale: abside ed arco si fondono in un'ampia opera musiva di mq 160; vetrata del portone d’ingresso e dell’attigua cappella del Sacramento.
 


 relazione completa (pdf  1.160  kb)


1984

- Nella cattedrale di Rossano Calabro (CS), finestre in vetrate “Dalles”


1984

Porta d’ingresso nella chiesa parrocchiale “Madonna di Pompei” a Catanzaro

L’idea centrale di quest’opera è la resurrezione di Cristo; perciò la figura dominante di tutta la vetrata è Gesù risorto con la candida veste.
 Cristo appare dopo che la pietra è stata ribaltata dal sepolcro.
  La figura del Cristo, inserita nella porta d’ingresso alla chiesa, diventa essa stessa “ porta” attraverso la quale si
  ha la salvezza.

Dopo la resurrezione Cristo promette lo Spirito Santo, qui raffigurato dalla colomba. 
  
La vite e i tralci ci ricordano che Gesù è la “vera vite”.
  Il fuoco acceso con
  i pesci e il pane, altro momento di incontro tra il risorto  e gli Apostoli.

Roma 1988                                                       relazione completa (pdf 686  kb)


1984

Decorazione musiva dell’altare, ambone e battistero nella chiesa parrocchiale “S. Antonio”
a Rende (CS)
.
 

relazione completa (pdf  989  kb)


 1985
Decorazione musiva dell’abside della Cappella S. Giovanni Battista,in Rende (CS)
 

Relazione breve
  
L’elemento dominante di tutta l’opera musiva è il Tabernacolo avvolto ed evidenziato dalla grande fiamma.
  Dal Tabernacolo partono i motivi che compongono l’opera intera.
  Collocato entro un triangolo ideale ha, nell’angolo a sinistra, la mano creatrice del Padre e a destra il soffio dello Spirito che vivifica.
  Altre immagini: il fiume e l’albero, la radice di Jesse.
  
Dal costato del Cristo crocifisso sorge il fiume nel quale saranno immersi e purificati gli uomini simboleggiati dai pesciolini. Idealmente questo fiume rappresenta anche il Giordano nelle cui acque
  Cristo stesso riceve il battesimo dalle mani del Battista.
  La statua dì S. Giovanni Battista collocata quindi sulle rocce a destra del fiume.
  Nello sfondo è il deserto simbolo dell’esistenza penitenziale vissuta dal Battista.

 Maggio 1985                                                              relazione completa (pdf 139  kb)


 1985
A
bside della cappella delle Suore a Botricello (CZ):
decorazione in tecnica mista con tabernacolo in scultura bronzea 


 1985
C
hiesa parrocchiale “Madonna di Pompei” a Catanzaro:
croce astile, candelabro per cero, ostensorio, candelieri in bronzo
.


1986

Completamento delle vetrate della Cattedrale di Rossano (CS)
 

   Nella prima cappella le due vetrate simboleggiano il Battesimo.  In una vi è raffigurata la mano creatrice del Padre, figura della nuova creazione dopo il peccato originale.  Il virgulto di Jesse, figura di Cristo, immersa nelle acque del Giordano, la colomba simbolo dello Spirito che vivifica.
   Nell’altra vetrata ritroviamo ancora l’acqua, sempre per il battesimo, ma degli uomini questa volta.
  Perciò il simbolo della veste bianca che viene data al battezzando. Il cero, luce di Cristo, l’orciolo per l’unzione.
   Le vetrate della cappella del Crocifisso raffigurano la passione di Gesù: il serpente di rame innalzato da Mosé
  è figura di Cristo.
   Nella terza cappella, dedicata alla Madonna, sono raffigurati, nella prima vetrata il giglio che trafigge il serpente simbolo dell’Immacolata (Gen 3,15); nella seconda vetrata una colomba che si posa sul giglio sta a simboleggiare l’Annunciazione.
   Nella quarta cappella colombe che si librano in volo, simboleggiano la resurrezione delle anime .
  Nell’altra vetrata il monogramma di Cristo attraversa un sole che sorge dalle colline in fiore.
   Nelle vetrate della quinta cappella vi è simboleggiata l’Eucarestia.
  Le nozze di Cana con le idrie colme d’acqua che Cristo trasforma in vino
   Nell’altra vetrata la tenda nel deserto e la manna, raffigurata mentre lieve scende dal cielo.

Roma, luglio 1986                                         relazione completa (pdf  17  kb)


1986

Completamento delle vetrate della Cattedrale di Rossano (CS)


 1986
Chiesa parrocchiale “S. Antonio” in Frosinone (FR): 120 mq per 16 finestre in vetrate “Dalles”
 


Nella prima vetrata è raffigurata la creazione secondo la narrazione del 1° capitolo della Genesi (1, 1-19), Il cielo, il sole e la luna, le stelle, terra e mare.
2)
  Nella vetrata in basso vi è la vite con sette grappoli, simbolo dei sette Sacramenti; una palma con tre foglie: la Trinità

3)
  La terza vetrata rappresenta il Paradiso terrestre: un giardino lussureggiante con alberi fiori e frutti.
4)
  L’innocenza di cui l’uomo godeva prima del peccato originale gli viene ridonata dal Battesimo simboleggiato, in questa vetrata, dalla veste bianca (Gal. 3, 26-28) che viene data al battezzando.  E’ immersa nell’acqua dove guizzano alcuni pesciolini che raffigurano i battezzati. La colomba simboleggia lo Spirito Santo.
5)
     In questa vetrata vi si rappresenta il peccato originale simboleggiato da una natura arida percorsa dal serpente tentatore. Questa vetrata simboleggia il perdono dopo il peccato: una mano che viene dal cielo offre un ramoscello d’ulivo ad un’altra mano tra le spine.
6) Questa vetrata simboleggia il perdono dopo il peccato: una mano che viene dal cielo offre un ramoscello d’ulivo ad un’altra mano tra le spine.
7)
  Il diluvio universale con l’arca di Noè.  Un tronco spezzato indica la distruzione della terra. In questa vetrata vi è raffigurata un’altra barca tra i flutti: la Chiesa, ma la speranza viene dalla presenza di Cristo in essa, simboleggiato da un sole che spunta all’orizzonte.
8) In questa vetrata vi è raffigurata un’altra barca tra i flutti: la Chiesa, ma la speranza viene dalla presenza di Cristo in essa, simboleggiato da un sole che spunta all’orizzonte.
9) L’arcobaleno dopo il diluvio.  Una colomba  col ramoscello d’ulivo e la speranza di una natura rifiorente.
10) Una colomba con sette fiammelle simboleggiano in questa vetrata, lo Spirito Santo e i suoi sette doni.
11)
  In questa vetrata è raffigurata la FEDE: quella di Abramo simboleggiata dall’altare per il sacrificio del figlio Isacco; la lampada simboleggia la fede nostra.
12) Il granello di senape che diventa albero su cui gli uccelli dell’aria fanno il loro nido
13) Pasqua dell’Antico Testamento nel senso di “passaggio” perciò il mar Rosso e le case dei figli d’Israele con gli stipiti macchiati del sangue dell’agnello.
14)
 Il virgulto di Jesse e il sepolcro vuoto con la pietra ribaltata, simboleggiano la resurrezione di Cristo.  Anche la natura rinasce e i fiori ne sono il segno.
15)
 La manna del deserto e le Tavole della Legge simboleggiano l’antica alleanza.
16)
 Una tovaglia con pane e vino, memoriale di Cristo e della nuova alleanza

Roma, 20/6/86                                                         relazione completa (pdf 600  kb) 


 1987
A Pisterzo (LT): vetrate mq 7
Istituto Suore “Madonna di Fatima”(RC): vetrate mq 7


 1987
Basilica S. Maria della Consolazione (RC): mosaico cappella SS. Sacramento     mq 60.
 

 

Al centro un grande  ovale da cui partono i raggi che si espandono per tutta la composizione come ad abbracciarla. La terra ricoperta di  fiori.  Il sole, la luna e le stelle su uno sfondo di cielo rosso fuoco: “E’ poi secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova” (2 Pt. 3, 13).

La moltiplicazione dei pani e dei pesci  e sul lato opposto, una tovaglia  con  il pane e il calice del vino.

Roma, lunedì dell’Angelo 1988

relazione completa (pdf  15 kb)


 1988
Chiesa “Madonna di Pompei”(CZ): vetrate mq 60


1989
Chiesa del Monte” (CZ): vetrate mq 20
 

 

Prima vetrata  vi è raffigurata  la TRINITA':  La mano creatrice del Padre, lo Spirito simboleggiato dalla colomba.  la croce su cui è stato crocifisso il Figlio posta su un colle fiorito simbolo della resurrezione.
   La seconda vetrata illustra la CHIESA: una vite stende i tralci carichi di sette grappoli d’uva simboleggiano Cristo e i Sacramenti istituiti da Lui. Dodici colombe tendono il volo verso il sole-Dio,  alludono agli Apostoli e alla loro Missione. 
   Il tema della terza vetrata tratta  le Alleanze: antica e nuova. Le tavole della legge nel roveto ardente di Mosè e la tovaglia con il pane e il vino segni dell’Eucarestia.

       

    -    IMMACOLATA

    La vetrata che va sulla finestra situata sull’altare maggiore, tratta della Trinità: la mano del Padre invia al mondo, tramite lo Spirito Santo, il Figlio suo che s’immola sulla croce per la salvezza dell’umanità.  Lo simboleggia la croce bianca macchiata del sangue dell’agnello.
   Da essa emanano altre croci che rappresentano il completamento alle sofferenze di Cristo, secondo il concetto di S. Paolo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo” (Col. 1,24).
  Le croci poggiano sulla terra ricoperta di fiori simbolo della rinascita e della resurrezione.
   Di fronte, sulla porta d’ingresso, il tema dell’Immacolata:
   Un’unica immensa radice, quella dell’umanità, dalla quale si dividono due alberi contrapposti.
  Uno, secco, avvinghiato da un serpente viola, colore che simboleggia il male, raffigura la tentazione e la caduta dei progenitori.  Non ci sono frutti, è un albero anomalo: “Spine e cardi produrrà per te” (Gen 3,18).
  L’altro albero, rigoglioso, carico di frutti, è il germoglio della radice di Jesse, prima promessa di redenzione (Is. 11).
  Ma, fra la caduta e il ritorno alla grazia c’è voluto il “sì” di una Donna, Maria, quì simboleggiata dalla grande M e dalla luna... “E poi apparve nel cielo un gran prodigio: una donna vestita di sole, che aveva la luna sotto i piedi ...” (Ap. 12,1).
   La terra da cui spunta la radice di Jesse è verde e coperta di fiori; dove invece striscia il serpente c’è deserto brullo.
   Nella vetrata laterale destra la Chiesa è rappresentata da una grande vite che stende i suoi tralci su tutta la composizione e dai quali pendono sette grappoli.
  Simboleggiano Gesù Cristo “Io sono la vera vite” (Gv 15,1) e i sacramenti istituiti da lui per santificarci.
   Tra grappoli e tralci volteggiano, in coppia, dodici colombe.
  Tendono il loro volo verso il sole-Dio: “ ... chiamò a se i dodici e cominciò a mandarli a due a due ...” (Mc 6,7).  E' chiara la simbologia della “Missione” dei dodici Apostoli inviati da Gesù in tutto il mondo.
   Il quarto tema, nella vetrata laterale sinistra, tratta dell’Alleanza.
  Le tavole della legge immerse nel fuoco del roveto ardente, rappresentano l’antica Alleanza.  La tovaglia sulla quale sono posati il pane e il vino, la realtà del sacrificio di Cristo e segno della nuova Alleanza.

Roma, settembre 1988                                                     relazione completa (pdf 111 kb)


1990
Cimitero di Gallese (VT), cappella Palmieri: mq 15


1990
Chiesa “Sacra Famiglia” (FR): vetrate “Dalles” mq 10
 


1991
Chiesa S. Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS), 60 mq di vetrate “Dalles”

link http://www.parrocchiasantalucia.com/nuova_pagina_3.htm

 


1992

Chiesa dello Spirito Santo di Foggia, 40 mq di vetrate “Dalles”


1993
Chiesa di S. Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS): mosaico absidale, 120 mq.

link http://www.parrocchiasantalucia.com/la_galleria_fotografica.htm
 

 

relazione completa (pdf  18kb)


 1993
Chiesa di S. Lucia in S. Giovanni in Fiore (CS) - cappella del Sacramento:
mosaico parietale, vetrate, tabernacolo bronzeo, altare monolito e lampada.
 

Relazione breve

   Una tovaglia a forma di croce con la scritta: “Fate questo in memoria di me".
  Al centro della composizione, eseguita in scultura bronzea, campeggia il tabernacolo in forma di pane sul quale sono scolpiti i simboli primari dell’Eucaristia: un grappolo d’uva ed una spiga di grano. Alla destra del tabernacolo i cinque pani e i due pesci della moltiplicazione, splendida prefigurazione dell’eucaristia.
  All’atro  lato  il calice e le idrie con l’acqua trasformata in vino alle nozze di Cana.
   Il tavolo è imbandito sul prato in fiore, sotto un cielo stellato: simboli e realtà del valore cosmico della presenza di Dio in mezzo al suo popolo.
   L’altare in poggia su un masso erratico, monolitico, su cui sono dipinti i  due astri maggiori e il “SEGNO” immagine di Dio nel momento della creazione del  sole e della luna. 
  
Nella stessa cappella il candelabro per la lampada, assemblato anch’esso con sassi levigati dal fiume e dipinto  con il segno dell’orante, un sole immagine di Cristo-luce e una fila di orme in cammino verso la luce.

Roma, Festa di tutti i Santi 1991                                    relazione completa (pdf 1.346 kb)


 1994
Chiesa di S. Giuseppe in S. Egidio alla Vibrata (TE):
cappella del Sacramento: mosaico dell’absidina, 70 mq


 1995
Chiesa di S. Giuseppe in S. Egidio alla Vibrata (TE): mosaico absidale, 130 mq
 

relazione completa (pdf  4.200 kb)


 1995
Chiesa di S. Antonio in Frosinone: vetrata Dalles della parete principale, 60mq
 

   

   Relazione breve

L’impianto figurativo di questa opera è caratterizzata dalla divisione in semicerchi nei quali campeggia il verde del grande albero fiorito. 

    In alto lo Spirito Santo datore di ogni grazia
   Il Santo
  in atteggiamento di ascolto, mostra la scritta "Gloriosa Domina" .
   I fiori che lo circondano simboleggiano le copiose grazie da lui concesse.
   Le colombe evocano le anime che vanno verso lo Spirito.
   Le mani protese personificano i fedeli che lo implorano.
   
Il calice in tre posizioni: eretta la  prima e inclinati gli altri due ci ricordano il miracolo  del calice di vetro che cade e non si rompe.
  Una grande ostia con il
  monogramma JHS e sotto una mula con una gamba genuflessa, ci ricorda  quest’altro miracolo.
  
I tre pani, il calice, l'ostia ci rimandano  all'eucarestia, ma anche al pane di S. Antonio.
 Una iena e il lamia (animale mitologico) di colore violaceo, simboleggiano l’eresia e il male.
  I pesci di vario colore dimensione e razze, ci ricordano la Sua stupefacente predica.

                                                           relazione completa (pdf  108 kb)


1995

Chiesa Madonna della Neve in Crispiano (TA): vetrate Dalles, 30mq
 

 Relazione breve

Le immagini di ciascuna vetrata hanno come fulcro una invocazione litanica. Guardandole in sequenza tento una spiegazione.

 Porta del cielo
Tra le piante verdeggianti, l'albero del bene e del male è spoglio e un serpente lo avvolge completamente. Contro questa situazione di rovina sta la promessa della salvezza.         In basso, la porta socchiusa simboleggia Maria. La tunica bianca immersa nelle acque evoca il battesimo.

2- Arca dell'Alleanza 
Le tavole della legge erano contenute nell’arca biblica. La  nave con il monogramma “M” sulla vela, simboleggia Maria che ha racchiuso in se, come in un'arca, la legge di Dio  e ha dato Cristo, raffigurato dal pesce, all’umanità.

3 Stella del Mattino
   Sospesa tra il cielo e la terra una costellazione australe: la Croce del Sud sorge all'orizzonte La ricca vegetazione, i fiori lussureggianti suggeriscono la creazione d’all'alto del quale plana una grande colomba  poetica allusione alla Vergine Maria.

4- Madre di Cristo madre della Chiesa  
  
L’antica culla inscritta in una candida cellula allude poeticamente al grembo materno di Maria nel quale Cristo si è fatto uomo, qui  espresso dal lungo tralcio ricurvo da cui pendono sette turgidi grappoli in evidente riferimento ai Sacramenti.

5- Tempio dello Spirito Santo
         Al centro una tenda, luogo privilegiato della presenza di Cristo, tenda di Dio con gli uomini.
Maria è il luogo privilegiato della promessa di Cristo. Dall’alto la colomba-Spirito volteggia nel disco solare e proietta sulla tenda le sette  fiamme dei Suoi doni.

6- Madre del Salvatore
I simboli dell'Eucarestia appaiono sullo sfondo della grande  stella bianca significante Maria  madre di Cristo Salvatore.
Le idrie delle nozze sono riprese nel momento in cui avviene il miracolo dell’acqua cambiata nell'ottimo vino del miracolo compiuto per l'intercessione di Maria.

7- Regina dei Martiri
La grande Croce sulla quale spiccano i segni rosseggianti delle cinque piaghe di Cristo. Dietro la Croce una stella dal cui centro fioriscono tre palme: alludono a Maria regina dei Martiri. In basso, il tema della passione  ripreso dai dadi.

8- Regina  della Pace
Nel cielo policromo si staglia una stella attraversata da un ramo d'ulivo sui quali volteggiano lievi colombe di colori diversi e alludono ai cinque continenti.
La vetrata che appare sulla facciata della chiesa raffigura la donna dell'apocalisse: "...vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Ap 12,1).

Roma, 2 Agosto 1987, Festa del Perdono di Assisi
                                                                         
relazione completa (pdf 1.065 kb)


 1997
Convento dei PP. Cappuccini in S. Giovanni in Fiore:
mosaico e vetrate per la sala multifunzionale 
 

relazione completa (pdf 126 kb)

 


 1997
Cappella delle Suore Missionarie Cappuccine in Poggio Bustone (RI):
mosaico (30 mq) e vetrate Dalles (15 mq)
 

 Relazione breve

La mano dell'Eterno Padre, con liberissimo ed arcano disegno di sapienza e  bontà, creò l'universo, decise di elevare gli uomini alla partecipazione della sua vita divina, e caduti in Adamo non li abbandonò, ma sempre prestò loro gli aiuti per salvarsi, in considerazione di Cristo Redentore, "il quale è l'immagine dell'invisibile Dio, generato prima  di ogni creatura" (Col. 1, 15).

 L'intera composizione è dominata da un grande Crocefisso. La Croce è stata approntata su un albero d'ulivo, simbolo di pace; Cristo è morto ma abbraccia tutti. "Quando sarò levato in alto da terra, tutti attirerò a me" (Gv. 12, 32), "Cristo, nostro agnello pasquale, è stato immolato (1 Cor. 5, 7): ogni volta che il sacrificio della Croce,  viene celebrato sull'altare, si attua l'opera della nostra redenzione.

 Il Cristo viene rappresentato in uno stato di abbandono. Nel quadro centrale possiamo vedere altri due momenti importanti: l'accettazione della volontà del Padre e la resurrezione.

         Le piante d' ulivo  ci rimandano all'orto degli ulivi; Gesù è inginocchiato e dal calice esce sangue. L'altro momento facilmente riconoscibile è il grande sole rosso su cui si sovrappone la luna:  un'eclisse. "Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio" (Mc 15, 33). Però quello che più risalta è una figura bianca, piena di luce : Cristo che risorge.

 Sia la figura-segno in bianco che quella in rosso sono schematiche e richiamano alla mente l'Orante  delle catacombe. Tale segno si trova anche nei graffiti della preistoria e pertanto diventa  "archetipo". Il tutto è sovrapposto a una grande Croce chiara che unifica tre  momenti fondamentali: offerta ed accettazione di Gesù (Getsemani), momento d' avvenuto sacrificio (crocifissione) ; il terzo momento è il trionfo (Cristo è veramente risorto).

Alla sinistra di tutto, la mano del Padre sfiora la mano del figlio e toccandola crea, invia ed attrae tutto a sé.

Nella parte destra in forma di colomba, lo Spirito, avvolto in una fiamma che  santifica i nostri doni perché diventino il corpo e il  sangue di Gesù Cristo (cf  Preghiera eucaristica).

 Nella parte inferiore della composizione: su una tovaglia bianca distesa per terra, la figura di un pane, che verrà eseguita in bronzo a cera persa e sarà il tabernacolo. Tale pane è attraversato da una vite che è Cristo, dai cui rami pendono sette grappoli : i Sacramenti.

In sintesi vediamo raffigurato: la mano del Padre che crea ed invia, il Cristo che si immola ed ha a lato il momento dell'accettazione della volontà del Padre e la sua risurrezione e infine alla destra lo Spirito che vivifica e rende attuabile il testamento d'amore lasciatoci da Cristo mediante il suo corpo e il suo sangue.

Il tutto verrà eseguito personalmente e direttamente in parete con marmi e smalti policromi.

Altre quattro composizioni concludono la decorazione della cappella: due grandi vetrate corrispondenti alle finestre della cappella.

In una è raffigurata una grande croce sulla quale appaiono le cinque piaghe di Cristo. C'è poi una piaga fuori della Croce ed è bianca e vuol rappresentare Maria. Sono, appunto, le sei lettere che S. Felice da Cantalice professava di conoscere.

Nell'altra finestra, appare un patibolo dal quale pende un gancio. Sta a ricordarci il patibolo al quale venne appeso S. Giuseppe da Leonessa. Ci dice la storia che fu appeso ad un gancio e sotto vi era un fuoco.

All'ingresso della cappella, sulla porta, nella vetratina, verrà scritto il motto "Pace e Bene" inserito nel Tau e sull'ingresso, che darà nella piccola casa, sarà posto lo stemma francescano.

Il tutto sarà realizzato con pregiati vetri policromi chiamati "dalles", di fabbricazione artigianale.

   Roma  25 Aprile 1997
Festa di S. Marco Evangelista

                                                                            relazione completa (pdf 2335 kb)


 1998
Parrocchia Maria Stella del Mare in Tortora (CS):
pala d’altare (15 mq) in mosaico, tabernacolo, lampada 

 Relazione breve
Una grande tovaglia bianca, quasi una tavola imbandita, che ci suggerisce subito la mensa eucaristica.
Vi troneggia al centro una scultura bronzea, a forma di pane, entro cui "…sarà riposto il Corpo di Cristo …sicché i fedeli non cessino di onorare  il Signore." (EM)
Sulla tovaglia spighe di grano e grappoli d'uva, quali elementi primari del pane e del vino, sono chiari simboli eucaristici.
La vite affonda le sue radici in un lembo di terra fiorita e i suoi tralci si estendono sulla mensa e si protendono in alto verso il cielo trapunto di stelle, alludendo così al pane del cielo necessario agli uomini della terra. Il tralcio, in mosaico, si inserisce nella scultura bronzea: ciò vuol esprimere e rendere visibile la fusione che si realizza  tra il pane e il vino, Corpo e Sangue di Cristo nell'Eucarestia.
I sette grappoli d'uva simboleggiano i sacramenti dai quali prende vigore tutta la vita di comunione della Chiesa.
 Gesù ha detto "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla( Gv.15,5)".
Le rose sulla tovaglia sono efficace elemento di decorazione.
La parte musiva dell'opera, eseguita direttamente in parete, con marmi policromi e smalti di Venezia.
 La scultura del tabernacolo realizzata in bronzo con fusione a cera persa e incastonata sulla parete musiva.
Roma, 15 novembre '97

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1998
Parrocchia Maria Stella del Mare in Tortora (CS):
vetrate Dalles
 

Relazione breve
Sulla prima vetrata, dall'alto, la mano del Padre creatore invia lo Spirito da cui il Figlio crocefisso. Essenziale simbologia trinitaria, seguita dalla resurrezione apportatrice di gioia ed espressa dal segno dell'orante bianco racchiuso nella mandorla, è simbolo della divinità.
Il volo di due colombe, l'ulivo e la parola  Pax esprimono il concetto universale della pace.
 La seconda vetrata è dedicata a Maria.. Il  paradiso terrestre, l'albero del bene e del male.
Sotto l'annunciazione. L'angelo di colore giallo, sovrasta Maria, di colore bianco. Un giglio con tre boccioli alludono alla Trinità
La donna dell'Apocalisse, vestita di sole con la luna sotto i piedi e le stelle che le fanno corona. Simboleggiano Maria Assunta in cielo.

 Nell'ultimo riquadro una tenda simboleggia la chiesa che ha come protettrice e madre la Madonna Assunta in cielo.

Roma, 10 gennaio 1999
Battesimo del Signore

 

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1998
Cappella SS. Sacramento in Molochio (RC): mosaico (30mq)
 

Relazione breve
Tre gli elementi visibili ad un primo sguardo: una grande mano, una colomba ed una croce.
 In alto la mano del Padre, che invia lo spirito avvolto in un nimbo di fuoco: "Padre veramente santo, fonte di ogni santità, santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito,  perché diventino per noi il corpo e il sangue di Gesù Cristo nostro Signore" (dalla Liturgia).
Tutta la composizione è attraversata dalla croce che ci ricorda la passione di Cristo insita nell'Eucarestia. "Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta (dalla Liturgia, acclamazione del popolo).
Nella cornice una ghirlanda di  fiori variopinti  e turgide spighe, che ci ricordano un elemento primario dell'Eucarestia.
Due viti, che ricoprono tutto l'arco, saranno cariche di sette grappoli d'uva a simboleggiare i sacramenti.
Infine una grande stella luminosa ingloba il tabernacolo.

Roma 5 aprile 1998
Domenica delle Palme                                             relazione completa (pdf 519kb)


1998
Parrocchia S. Giuseppe in Taurianova (RC): mosaico altare e scultura

Relazione breve
Guardando l'altare ho posto a destra un covone di grano, elemento primario del pane.
Il covone, in bronzo avvinghiato alla colonnina in marmo si fondono e si esaltano reciprocamente. Sulla colonnina di sinistra ho fatto abbarbicare una vite in bronzo. La vite è in altorilievo con  grappoli e  uccelli in tutto tondo. I chicchi dei grappoli,  in ottone, innestati gli uni agli altri. L'altorilievo prosegue idealmente prolungando la vite con altri grappoli e uccelli per ancora m. 1,20. Si intreccia con un ulivo il quale poggia le sue radici sulla mensa innalzandosi anche lui al pari della vite. Quasi alla sua sommità si biforca in due rami ai quali è inchiodato il Cristo.
Alcune linee di lettura: i grappoli d'uva sono le grazie che Cristo, vera vite, trasmette a noi se a Lui rimaniamo uniti. Gli uccelli, vicini ai grappoli, alludono ai fedeli che da essi prendono nutrimento attingendo alla grazia.
Nelle tradizioni ebraiche e cristiane l'ulivo è simbolo della pace: la colomba portò a Noè, alla fine del diluvio, un ramo di ulivo. Anche la croce di Cristo, secondo una antica leggenda, era stata ricavata da un ulivo dell'orto degli ulivi. E' ancora dall'ulivo che si raccolgono le olive dalle quali si estrae l'olio che alimenterà la luce, che simboleggia Cristo. L'elemento nuovissimo, nella mia scultura, è dato dai due candelieri  inseriti tra i rami dell'ulivo, quindi  la luce viene fuori dai suoi due rami. Perciò l'ulivo è portatore e fattore di luce.
Dobbiamo analizzare ancora un elemento architettonico: il paliotto, che ho decorato con mosaico. Ho voluto rappresentare  un lembo di terra e uno di cielo con i colori verde e azzurro entro i quali ho teso una tovaglia contenente un pane e un calice traboccante vino: cioè mentre nelle sculture ho posto gli elementi base, nel mosaico ho evidenziato i frutti di questi elementi. Nella parte retrostante del pannello ho raffigurato il pesce-acrostico, entro cui è scritto   parola formata dalle iniziali delle parole 'ictis', cioè "Gesù Cristo Salvatore figlio di Dio".

Il Mosaico è stato eseguito direttamente sul paliotto con "tessere" di marmo pregiato e smalti di Venezia. L'opera scultorea invece è in bronzo con fusione a cera persa.

Roma novembre 1998
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 1999
Chiesa Parrocchiale dell’Immacolata e S. Michele in Botricello (CZ):
decorazione dell’Arco trionfale
 

Relazione breve

Nel catino dell’abside, la Vergine dell’Apocalisse e S. Michele che combatte e vince il drago dalle sette teste, collega, nell’arco di trionfo la Madonna Assunta in cielo. Nel mosaico il dramma del peccato originale e nell’arco l’annuncio della nascita del Redentore, tanto per citarne alcuni. Nell’opera appare il dispiegarsi di una storia, quella della salvezza, scandita dai costanti riferimenti mariani che vanno dall’incontro con l’angelo dell’annuncio, alla sua presenza nella pentecoste; dalla Vergine Assunta in cielo, alla “donna dell’Apocalisse”.

 Possiamo dire che la “STORIA” è narrata nei tratti più salienti, sia nel mosaico absidale che in quello dell'arco, ma, quest'ultimo, come gli antichi archi di trionfo, vuole essere soprattutto la celebrazione della gloria di Cristo e della Madre.

Ma torniamo al progetto. Il segno fondamentale di cui mi sono servito per tutto l'arco di trionfo è quello schematico dell’orante.

L’orante vuol significare in primo luogo la preghiera che è lode e ringraziamento e lo troviamo nelle catacombe e nelle grotte preistoriche. Questo, ricorrente già ai primordi della storia e agli inizi del Cristianesimo, è in certo qual senso la radice, la testimonianza autentica; è un archetipo e, dopo Cristo, Maria è l’archetipo più alto di Preghiera e quindi di orante.

Il Segno dell’orante sintetizza e riassume in sé tutto ciò che è lode e preghiera e diventa perciò un archetipo dell’umanità.

 All’apice dell’arco la discesa dello Spirito Santo: La mano del Padre invia lo Spirito in forma di colomba avvolta in un nimbo di fuoco che si moltiplica in guizzanti fiammelle posatesi sul capo della Vergine (segno sempre bianco vestito) e sui dodici Apostoli: “apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro…” (At 2,3).

Gli Apostoli li ho disposti a gruppi di tre e non a caso ma volutamente per citare la disposizione che Leonardo fece degli apostoli nella sua celeberrima cena.

Sotto questa scena, che comprende tutta la sommità dell'arco, a sinistra, Gesù nell'orto del Getsemani.

 L’archetipo è con la tunica rossa, simbolo del martirio e dell’amore. Evidente il calice della passione, l’angelo lo consola “Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo” (Lc 22,43).

A fronte, l’angelo Gabriele porge il giglio a Maria, leggiadra immagine di verginità, le fa il grande, stupefacente annuncio, e Maria pronuncia il suo “Fiat”.

 La celebrazione della gloria: a sinistra il Cristo risorto nell’ovale radioso della mandorla, simbolo della divinità. Ai piedi di Gesù la tomba vuota. A destra Maria nella gloria della sua assunzione al cielo, con la luna sotto i suoi piedi (chiaro riferimento alla donna dell’Apocalisse del mosaico absidale) e le dodici stelle fantasticamente orbitandole attorno.

 La tecnica di esecuzione è la stessa: mosaico policromo, direttamente su parete con marmi e smalti di Murano.

Roma, 12 marzo 1999                    relazione completa (pdf 466kb)


1999
Cappella S. Damiano nel Collegio Internazionale S. Lorenzo da Brindisi dei PP. Cappuccini (RM): affresco – graffito (15 mq) 
 

Relazione breve
Tutta la composizione è attraversata da una croce che separa ed evidenzia i temi costitutivi dell’intero progetto: l’Eucarestia.

Il centro nodale e più propriamente eucaristico è il nuovissimo tabernacolo eseguito in bronzo con fusione a cera persa.   E’ raffigurato da una colomba, tradizionale simbolo dello Spirito Santo, che libratasi in volo, cinge con le ali il pane e vi poggia il becco quasi a baciarlo. Il tabernacolo è adagiato su una tovaglia bianca intersecata da un’altra con sopra due pesci arrostiti e cinque pani del miracolo della moltiplicazione. Più sotto, a sinistra il mare di Galilea, ricco di pesci, allude alla pesca miracolosa e alla promessa che Gesù fa a coloro che chiama al suo seguito: “ Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini’” ( Mc 1,17 ).

A destra, l’orto degli ulivi e l’archetipo SEGNO dell’orante, figura di Cristo, prostrato, a braccia protese verso il calice traboccante sangue. Sopra, da una nube si profila la mano del Padre in un gesto di infinito amore. A sinistra in alto un sole rosso in eclissi nel cui centro si staglia la bianca luminosa figura  di Cristo risorto

L'opera  è stata eseguita in affresco-graffito con impasti policromi di cemento.

Roma 22 Novembre 1999
Festa di Cristo Re
                                         
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1999
S. Giovanni in Fiore:Battistero (scultura con massi erratici) mosaico (15 mq)
 


2001
Parrocchia Regina Pacis Ostia (Roma): vetrate “Dalles”
 


2001
Cappella Cimitero Taurianova (RC): mosaico

 


2002
Casa dei poveri (CS) .Annunciazione Terracotta ( h. m.7x4,50 = mq. 31,5 ) 
 

 

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Momenti della realizzazione dell'opera

 

 

2002
Casa dei poveri (CS) .Vetrate (mq.30)
 


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2006

Chiesa di San Domenico in Foggia-Via Crucis

Via Crucis Completa

Vernissage scultura fontanile

Cristo-Roccia-Francesco

Collegio Int.le San Lorenzo da Brindisi

26 ottobre 2006-10-26

Inaugurazione A.A. 2006/2007

 

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